lunedì 15 dicembre 2008

Anniversari

Madonna, quanto tempo è passato dall'ultimo post!!! In verità non ci sono grandi cose da raccontare. O forse semplicemente non ne ho avuto molta voglia. Di certo non si deve a distacco emozionale né a dimenticanze da lontananza.
Approfitto per aggiornarvi, tramite una lettera del Custode del Venezuela (con i suoi inevitabili "spagnolismi"), sugli ultimi avvenimenti della Custodia, ai quali ho partecipato con interesse e gioia. Mi pare che la visita del Provinciale prima del capitolo sia andata abbastanza bene. Ancora tante cose sono da migliorare nella nostra vita e testimonianza francescane; però ci sono dei buoni segnali di crescita. E anche gli anniversari sono stati ben festeggiati, non tanto da un punto di vista celebrativo, quanto di formazione e confronto. Di seguito quanto scritto dal Custode per il Natale prossimo.



Carissimi,
Avvicinandosi la Festa di Natale, cosí cara a tutti noi, vogliamo espressare i nostri sentimenti di auguri e, allo stesso tempo, di gratitudine verso tutti voi, che ci accompagnate in questo cammino missionario che facciamo ormai da 30 anni. E sí! Sono 30 che abbiamo aperto questa Missione, a nome dell’Ordine Francescano Conventuale e, in particolare, a nome della nostra Provincia Pugliese. Diciamolo: questo cammino é stato possibile anche grazie a voi, cari Confratelli, Amici e Benerattori, che ci avete accompagnato con tanto amore e anche con tanto sacrificio.

Il 28 Novemebre u.s., abbiamo celebrato questo anniversario, in unione anche alle nostre Sorelle Clarisse, che, a loro volta, hanno celebrato i 25 anni della loro venuta a Venezuela. Vi relato, in breve, quello che abbiamo vissuto:
1. Il Captitolo Spirituale. Per noi é stata l’iniziativa principale. Questo capitolo ci ha messo in sintonia con il nostro Progetto Custodiale. La presenza del nostro Provinciale, P.Giuseppe Piemontese y di P.Miguel Angel Lopez, confratello della Provincia di Argentina, é stata di grande aiuto per l’esito del Capítolo. Tutto si é svolto sullo sfondo dell’VIII centenario della fondazione dell’Ordine. Le conferenze di P.Miguel Angel, un esperto in francescanesimo, ci ha rinfrrescato “la memoria” del nostro carisma francescano conventuale, mentre il P.Giuseppe, che da anni puntualmente ci visita e conoce bene la nostra realtá frncescana venezolana, ci ha aiutato ad essere fedeli a quanto promesso e tracciato nell’ultimo Capitolo Ordinario di Luglio 2007. Tutto é stato Grazia della Divina Provvidenza! Un dettaglio: la celebrazione del Capitolo, nella Casa di Ritiri nelle vicinanze del Santuario Nazionale, Nstra. Señora de Coromoto, nel quale abbiamo celebrato due Eucaristíe, ha impresso al Capitolo quel tono mariano, che é rinfrescante per il nostro spirito. Ai piedi della nostra Regina e Madre, abbiamo rinnovato la nostra consagrazione.
2. La solemne concelebrazione del 28 /11 si é realizzata in San José Obrero, dove 30 anni fa abbiamo iniziato la missione, con sentito spirito di ringraziamento. La presenza del Nunzio Apostolico in Venezuela, nostro amico e paesano, Mons. Giacinto Berloco, e del vescovo di Guanare, ha dato particolare rialzo alla celebrazione. C’é stata grande concorso di fedeli, che hanno participato con giubilo alla nostra celebrazione.
3. La celebrazione dei 25 anni della presenza delle Clarisse é riuscita molto bene. Le consorelle hanno avuto un’idea meravigliosa: celebrare un “novenario” di preparazione alla festa, invitando per ogni giorno del novenario, le varie categoríe di persone appartenenti ai movimenti ecclesiali,. Questo ha permesso apertura e contatto con il “popolo cristiano”, molto importante per loro, chiuse nel “mondo” della Clausura. La presenza del Assistente Generale per le Clarisse, il p. Eduardo Brentari, e di due Consorelle Clarisse di Altamura, ha dato una nota di calore umano e di stimolo per le nostre Clarisse. Il tutto si é concluso con una solemne Concelebrazione nella Cappella del Monastero, presieduta, dal Nuncio Apostolico, Mons. Giacinto Berloco e dal vescovo di Guanare, oltre ai Frati della nostra Custodia.

E cosí andiamo avanti, con la fiducia posta nella Provvidenza del Padre e accompagnati dall’intercessione dell’Immacolata, Patrona del nostro Ordine e della nostra Missione, di San Francescco e dei Santi della nostra Provincia, San Giuseppe da Copertino e San Francesco Antonio Fasani, riprendiamo il nostro cammino, dopo averlo percorso per 30 anni in terra venezolana, tra gioie, dolori e difficoltá de ogni genere. Tutto per la la Gloria di Dio e l’avvento del Suo Regno!

¡BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!

Naturalmente ai suoi auguri, unisco i miei. Io starò fuori del seminario fino al 4 gennaio. Infatti, da oggi fino al 25 andrò a Venegara, villaggio rurale di montagna, per vivere la novena con gli abitanti del luogo e aiutare in qualche altro villaggio vicino. Poi andrò nella nostra parrocchia di Pueblo Llano per sostituire fray Franklin e dare una mano al parroco, soprattutto i primi tre giorni di gennaio, quando lì si festeggia - alla grande - S. Benito da Palermo, un francescano di origini africane. Poi cercherò di tenervi aggiornati.

Un'ultimissima cosa. È una "comunicazione di servizio": abbiamo cambiato il numero di telefono del seminario, che è: 0058 276 3944049







giovedì 16 ottobre 2008

Ritorno in Venezuela

È trascorsa una settimana dal mio arrivo in Venezuela... Giornate segnate da una certa freneticità negli spostamenti e nell’assunzione degli impegni quotidiani.
L’8 ottobre sono partito da Roma (dove ero arrivato il giorno prima dalla mia amata Monte) alle 12.00 circa, per giungere a Caracas intorno alle 16.00 ora locale (le 22.30 in Italia). Ho viaggiato in compagnia di fra Gianbattista Buonamano, responsabile per l’Italia dell’animazione missionaria. All’aeroporto abbiamo svolto con rapidità e senza problemi tutti i vari adempimenti. Accolti da fra Germano, ci siamo diretti al nostro convento.
L'indomani ho accompagnato fra Gianbattista a visitare il centro storico, e a mezzogiorno ci aspettava zia Maria per una pastasciutta che è servita a lenire la fame e il distacco dalla cucina italiana. Alle 16.30 ero in metropolitana per raggiungere la stazione degli autobus e alle 18.00 partivo per S. Cristobal, dove sono arrivato il giorno seguente, poco dopo l’alba.

Il 10 ottobre ho celebrato i miei 21 anni di ordinazione sacerdotale. In pieno anonimato. Nessuno qui si è ricordato dell’evento (dall’Italia ho ricevuto qualche telefonata e messaggi); ma la cosa non mi ha dato alcun fastidio. Ci ho tenuto a stare qui in questa data perché lo avevo promesso ai 5 frati che oggi ricevono il titolo in teologia e che lasceranno il seminario per le rispettive comunità alle quali sono stati destinati. La cerimonia di consegna nell’aula magna dell’istituto è solenne e pomposa a un tempo, qualcosa a cui tutti tengono molto. I neolaureati si rivestono di toga e berretto, come il consiglio dei professori universitari, che però hanno stole differenti. Tra questi ultimi avrei dovuto esserci anch’io, ma mi sono fermamente rifiutato: mi sentivo ridicolo quanto al “travestimento”, e a disagio quanto all’altisonanza del ruolo. La cosa più bella è stata l’omelia del vescovo durante la Messa, nella quale invitava a non sentirsi arrivati nella ricerca scientifica e nella curiosità teologica; a sviluppare un pensiero solido nella ricerca del bene, e plausibilmente critico verso ogni tradimento della verità; a non cullarsi o gloriarsi di titoli, che possono risultare vuoti e favorire la mediocrità, se non supportati dalla vita e dal servizio.

Domenica 12 ho potuto riabbracciare, anche fisicamente, coloro che normalmente frequentano la cappella del seminario per la Messa festiva e che costituiscono una parte dei nostri amici. Nel pomeriggio, a sorpresa, mi è stato offerto di andare allo stadio per assistere alla partita di eliminatorie per i mondiali del 2010 tra Venezuela e... Brasile!!! Il possessore dell’entrata aveva problemi di stomaco, per cui il nostro amico Alirio, che già aveva offerto un ingresso a fray José Luis, mi ha chiamato per chiedermi se volevo aggregarmi a loro. La risposta era ovvia. Ci pensate?!? Julio César, Maicon, Juan, Lucio, Kleber, Josué, Gilberto Silva, Elano, Kaká, Adriano, Robinho. Il risultato giá lo conoscete. Lo spettacolo non è stato proprio all’altezza dei nomi.
Ora ho ripreso in pieno la vita del seminario e l’insegnamento all’Istituto di teologia. Quanto al primo, siamo anche quest’anno in 15: 5 postulanti nuovi; 6 prenovizi; 4 postnovizi. Le materie di questo semestre sono: Introduzione al Nuovo Testamento (3 ore) e Ebraico (2 ore). Diverse in contenuti e ore da quelle annunciatemi prima di partire per l’Italia; ma tanto, questo non mi sorprende più.


Solo cronaca e nessuna considerazione?!? Vale quanto scritto già negli anni precedenti. Sento di avere due case e due realtà familiari: la italiana e la venezuelana; per cui sto bene in entrambi i luoghi. Non sempre una famiglia allargata è sinonimo di ricchezza; nel mio caso sì. E mi costa partire per l’Italia e dall’Italia. Che complicata bellezza è il cuore umano e il mondo degli affetti!!! Un bacio a tutti.

giovedì 28 agosto 2008

Poche ore




Momenti del Juconfra 2008

Ancora poche ore e sarò in volo verso l'Italia. Mi fermerò fino all'8 ottobre, quando viaggerò in direzione contraria. Non voglio parlare delle sensazioni della partenza, che già ho sviscerato altre volte. No.
Parto tranquillo, sapendo di andare incontro a luoghi e persone care, dei quali potrò godere per un tempo ristretto. So già che non riuscirò a vedere tutto e tutti come vorrei e come sarebbe giusto. Ma il tempo davvero è tiranno quando si vivono certi tipi di esperienze. E i giorni della mia permanenza in Italia sono pochi per tutte le aspettative e speranze. Assaporerò qualcosa; che è già una degustazione che risveglia cuore e sentimenti. Certo, non sazia...
Parto tranquillo. Forse perché in compagnia di altri due frati venezuelani, che vanno in Italia per un corso di formazione in Assisi. O forse perché so che... torno. Eh sí, anche di questo ho già parlato. Man mano che passa il tempo, queste realtà e questa gente le sento sempre più mie. È normale. Non mancano le diversità e conflittualità nei modi di pensare, di leggere la realtà, di progettare... però mi sento sempre più in famiglia.
Ho trascorso gli ultimi dieci giorni a Caracas, nella nostra parrocchia, in compagnia di padre Germano, perché la comunità potesse essere di almeno tre frati (gli altri sono in vacanza), e per aiutarlo nel lavoro pastorale (poco in verità: 1 messa al giorno). Ne ho approfittato per cominciare a "respirare" aria italiana, grazie a un giorno con i miei cugini e rispettive famiglie, e alla cucina di mia zia, con la quale ho condiviso qualche pranzo, visto che lei non vive molto lontano dal convento. È stato bello anche celebrare la sera per le 6-7 persone di terza età che frequentano assiduamente la cappella di Fatima (pochi altri erano avventizi e venivano per le intenzioni di quel giorno), e che ora mi vogliono molto bene (non hanno avuto tempo di conoscermi davvero, per fortuna mia e loro...). La cappella si trova in una zona un po' più "rossa" della parrocchia e si cammina per 15 minuti per raggiungerla. Mi ha dato occasione di vedere il quartiere quando inizia a farsi buio, sensazione che finora non avevo vissuta per la pericolosità del luogo, soprattutto in ore più tarde.

Prima di Caracas ho vissuto un paio di mesi molto intensi. Del Costarica già ho scritto. Di ritorno ho potuto partecipare all'uscita di fine anno, organizzata dai seminaristi, a Chichiriviche, dal 26 al 31 d luglio. Finalmente un po' di turismo vero!!! Ci è costato arrivarci. Per problemi alla "buseta", abbiamo impiegato due giorni all'andata e uno intero al ritorno. Però i tre giorni lì sono stati belli e hanno fatto dimenticare gli inconvenienti. È stato il mio primo vero contatto col Mar dei Caraibi, specie nella visita a "los cayos": isolotti di quelli che si vedono nelle pubblicità sui mari tropicali. Le foto di quei giorni è meglio non pubblicarle!!! Interessante il fatto che abbiamo potuto conoscere meglio i ragazzi in un ambiente di libertà e vacanze. Non sono mancate conferme e alcune sorprese, utili per impostare o aggiustare la formazione in seminario.
Dall'1 all'8 agosto vita di seminario, con lavoro manuale per preparare l'incontro annuale del Juconfra, che si è tenuto dall'8 all'11, e ha visto la partecipazione entusiasta di 170 giovani. Sono stati giorni belli e intensi, che io ho vissuto a metà, perché sono dovuto andare a Guanare dal 10 al 12 per aiutare nella parrocchia (anche lì alcuni frati erano in vacanza e p. Pietro era al Juconfra). Ho celebrato tre messe domenicali, oltre quella del sabato sera: cappella di Fatima; villaggio di Papelón; parrocchia di S. José Obrero. Poi di nuovo al seminario, fino al 18, e quindi Caracas.

I nuovi dipinti nella chiesa di Caracas,
che la rendono molto più bella e solenne

domenica 13 luglio 2008

Alajuela - Costarica







Dalla sera dell’8 sono in questo piccolo, e a prima vista molto bello, paese dell’America Centrale.
Non è stato facile arrivarci. Prima alcune remore personali sulla mia presenza all’incontro del Ministerio de Reflexión della Falc (=Federazione per l’America Latina dei Conventuali) e al seguente convegno dei fratelli religiosi dell’Ordine. Poi difficoltà dell’ultimo momento: non tenere con me il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla, obbligatorio per chi viaggia per il Costarica dal Venezuela (nessuno mi aveva informato della cosa); ritardo di un’ora per atterrare all’aeroporto di San José, a causa della pioggia forte; la scadenza del passaporto che non mi avrebbe permesso entrare nel paese (occorrono almeno sei mesi di validità e il mio ne ha ancora solo due; mi ha salvato l’essere frate...).
Perplessità personali e contestuali che si sono dissipate di fronte all’accoglienza bella dei frati del luogo e degli altri componenti il Ministerio suddetto. Alcuni mi hanno detto beato per questa occasione di viaggio; di altri sono forse stato oggetto di invidia... Vi assicuro che sarebbe stato molto piú comodo rimanere in seminario, invece che lavorare sodo come si sta facendo in questi giorni. Ci sono almeno sei ore di sedute intense dedicate all’ordine del giorno e alla finalitá della Commissione: offrire un servizio di riflessione, aperto al contributo di tutti i frati latinoamericani, per leggere e vivere il nostro essere francescani conventuali in questo continente. Non so perché io stia qui, ma dai lavori, ai quali cerco di apportare il mio contributo, mi sento molto arricchito. Come anche dalla presenza di frati provenienti da varie realtà (Argentina, Brasile, Uruguay, Colombia, Costarica... Venezuela-io) e molto validi, sia per preparazione culturale che per santità di vita. Abbiamo deciso di aprire un blog come luogo di confronto globale, e di pubblicare una rivista nostra annuale; strumenti per aiutare, stimolare a riflettere e a dare ognuno un contributo personale.
Quanto al Costarica, suppongo sia un bel paese. Non abbiamo avuto occasione di visitare quasi niente. Oggi è stato l’unico giorno libero e ci hanno portato a visitare il cratere di un vulcano (non si vedeva niente per la presenza di nubi); e un piccolo parco con cascate, interessante e bello. Mi hanno colpito però piú alcune altre cose: il verde, l’ordine e la pulizia che, uniti a una situazione economica favorevole, gli hanno meritato l’appellativo di “Svizzera dell’America latina”; il fatto che non abbia un esercito (che bello!!!).
Da domani riprendono in pieno i lavori, alla presenza anche del Ministro generale, ed eviteró di ricordare che è... domenica!!! Terminati i quali, martedì, inizierà l’incontro dei fratelli religiosi, mercoledì. E, siccome sono qua, gli organizzatori hanno pensato bene di coinvolgermi. Ritorneró in Venezuela il 22; ma spero di rifarmi vivo prima.


martedì 8 luglio 2008

Vita nel seminario

Affreschi francescani, un po' naïf, che adornano le pareti del semichiostro del seminario








Ben ritrovati a tutti!! È da tempo che non scrivo di me e della vita in seminario qui sul blog. Forse perché non c’erano cose importanti da dire, o per svariati impegni. O semplicemente, non sono riuscito a motivarmi per scrivere del quotidiano o di alcuni pensieri sparsi.
Sto scrivendo dal convento di Caracas (e non ho molto tempo a disposizione), dove mi trovo da ieri, in attesa di volare per il Costarica. Paese dove mi fermerò due settimane (8-22 luglio) per partecipare a due convegni della Federazione di America Latina dei Conventuali (=Falc): uno di riflessione sulla nostra presenza in questi paesi; l’altro dei fratelli religiosi. Per ovvi motivi mi sento un po’ a disagio nel rappresentare il Venezuela nel primo evento, e ad accompagnare – giacché sono là – i fratelli religiosi nel loro convegno latinoamericano. Pare che tutti mi invidino per questa opportunità di “viaggiare”, anche se immagino che di turismo se ne farà molto poco. Io ci vado più per dovere di obbedienza a una richiesta del definitorio custodiale. Viaggiare per viaggiare già non mi dice molto e non mi dà le stesse sensazioni di una volta. Starò invecchiando?!? Sto invecchiando!!...
Come detto, non ci sono grosse novità. Molti mi chiedono quando è previsto il mio arrivo in Italia. Ora posso rispondere con una certa sicurezza, dopo aver ottenuto il visto per il prossimo anno. Se tutto va secondo previsione, dovrei arrivare in Italia il 29 agosto e ritornare i primi di ottobre. E dire che pensavo di partire verso fine maggio. Meno male che non ho comprato il biglietto...
Per quel che riguarda la vita in seminario, come già detto ad alcuni e forse accennato per iscritto, quest’anno ci sono alcune novità che ritengo belle e interessanti, anche se a volte incomodano un poco. Mi riferisco a una maggiore apertura al territorio e al lavoro pastorale.
Abbiamo accettato di rispondere con maggiore generosità a richieste di convivenze giovanili, sia di studenti che di gruppi o movimenti ecclesiali. Normalmente durano una giornata, però abbiamo avuto anche esperienze di convivenze nel fine settimana. Esse sono animate dai nostri seminaristi, specie teologi, mentre noi sacerdoti siamo a disposizione per eventuali celebrazioni sacramentali.
Noi formatori siamo molto più disponibili ad aiutare dove ci fosse una richiesta o una necessità, qualora non intacchi l’impegno educativo nel seminario. Per esempio, nell’ultimo mese ho avuto vari impegni extraseminaristici: celebrazione di un novenario di defunto in una cappella di suore; sostituzione del parroco del santuario del Santo Cristo de La Grita, con 3 Messe al giorno; celebrazioni varie (anniversari, compleanni, eventi laici e religiosi, ecc.); appoggio a un movimento di laici che organizzano ritiri per persone lontane dalla chiesa nei fine settimana (confessioni al sabato per circa 4-5 ore di seguito, e Messa alla domenica alle 13.00). Oltre, come dicevo, agli impegni fissi del seminario e all’insegnamento. E, come me, gli altri formatori.
Durante un incontro formativo, i seminaristi teologi si sono espressi favorevolmente su queste modalità pastorali che coinvolgono tutto il seminario. Naturalmente occorrono organizzazione e rispetto delle priorità. Essi dicevano che tali aperture ci permettono di sentirci meno isolati, più utili e conosciuti dalla gente. Il che contribuisce a far conoscere il francescanesimo e a trasmettere un primo annuncio vocazionale. Io aggiungevo, da buon “ebreo del Gargano”, che è anche una risposta all’invito di Francesco a lavorare, per vivere del proprio impegno e non solo dell’elemosina – ancora indispensabile purtroppo – che arriva dai benefattori e dalla Provincia di Puglia. Che non mi stancherò mai di ringraziare e verso i quali va tutta la nostra riconoscenza.
Come si dice da queste parti: “Dios se lo pague”!!!