León - Rabanal del Camino (31 luglio 1996 - 75 km)
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| León: Cattedrale |
Partito da Palencia, dopo un breve tragitto in treno, arrivo a León alle 10.45, come da orario. Visito la bellissima cattedrale gotica, con le sue incredibili meravigliose vetrate, e mi reco al palazzo episcopale per ritirare le credenziali del pellegrino, con le quali potrò chiedere ospitalità negli ostelli lungo il Cammino. Quindi visito anche la romanica Collegiata di San Isidoro, e alle 12.00 inizio il pellegrinaggio in compagnia di Gai, un giovane americano conosciuto nell’ufficio del turismo, il quale insegna e parla bene italiano e spagnolo. È partito una settimana fa da Roncisvalle in bici e va a Santiago per motivi culturali. A me fa piacere avere un compagno di
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| León: vetrate della Cattedrale |
viaggio, me lo ero augurato,
per il mio solito timore di fronte alle cose nuove. Oltre la bici, porto con me
uno zainetto con dentro poche cose essenziali; un equipaggio che più spartano
non si potrebbe, visto che lo devo caricare a spalla!!
La prima fermata è a Hospital del
Órbigo, con il suo splendido ponte e i nidi delle cicogne sulle guglie
della chiesa (spettacolo questo usuale in Castiglia). Mangiato un panino,
ripartiamo insieme a due simpatici giovani baschi: Emon, ingegnere, e Jon,
insegnante di lingua basca.
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| Astorga: Palazzo vescovile di Gaudí |
Tappa ad Astorga, per visitare
lo splendido palazzo episcopale progettato da Gaudí. All’uscita vedo che la mia
bici ha una ruota a terra, bucata. Ripenso alle difficoltà dei giorni scorsi e
al tragitto ancora da affrontare e mi prende un po’ di scoramento: sembra quasi
che il cammino non sia iniziato sotto una buona stella e che la sfortuna mi
perseguiti. Ci si mette anche il signore che mi ripara la foratura, il quale mi
chiede dove sto andando. Sentito che mi sto recando a Santiago, mi dice che con
una tale bicicletta sarebbe meglio andarci a piedi. In ogni caso, alle
18.00 riprendiamo la strada; ci aspettano una ventina di chilometri circa, fino
a Rabanal.
Essendo in forma, prendo del vantaggio
rispetto ai miei compagni, e sbaglio strada!! Sono preso da una crisi di sete e
di motivazioni, ma la gentilezza di una signora, che mi dà da bere e mi fa
sedere un attimo in casa, mi ridona energie per coprire i 5 km in più che mi
tocca fare. Alle 20.30, giungo stremato a Rabanal del Camino e mi
sistemo in uno dei due ostelli del paesino, fatto di poche case, due ostelli e
due bar. Doccia fredda: quella dell’acqua e quella di un chiassoso gruppo di
ragazzi di Barcellona che arriva dopo di me. Ho il presentimento, rivelatosi
poi esatto, che stanotte si riposerà poco.
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| Rabanal del Camino |
Quindi, vado a cercare i miei tre
amici, che si sono sistemati nell’altro ostello. Decidiamo di passare prima dal
bar a bere qualcosa e poi di cenare insieme. Al bar perdiamo Gai, che si ferma
a cenare con un amico conosciuto nel cammino. La cena con Jon ed Emon, nel
cortiletto del loro ostello, in compagnia di altri pellegrini, è forse il
momento più bello e rilassante della giornata. Momento di condivisione di cose
semplici, in un ambiente semplice, condito di amicizia e chiacchiere.





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