Cebreiro - Palas de Rey (2 agosto - 95 km)
Faccio colazione con i
seminaristi di Toledo e poi ci salutiamo. Fuori fa freddo e c’è nebbia. Mi reco alla chiesetta romanica per un saluto
a Dio e per congedarmi da fra Natalio. Solo stamattina, forse perché ho la
mente più fresca e riposata, noto la bellezza austera del luogo, che invita
alla solitudine e alla preghiera. Prendo due cartoline della chiesa e alle
9.15, mentre il sole comincia a diradare la foschia, mi rimetto in marcia. Le
gambe però si imballano presto, e così, appena la strada inizia a salire, sono
dolori. Faccio a piedi gli ultimi 500 mt fino alla vetta del Pojo e imbocco la
discesa vertiginosa che mi porta a Triacastela.
Da qui proseguo per Saros,
dove arrivo alle 11-00. Non ho tempo né voglia di visitare il famoso monastero
benedettino, soprattutto perché mi toccherebbe aspettare, essendo permesse solo
visite guidate.
Giungo quindi a Sarria e
mi reco presso i padri mercedari per chiedere ospitalità, raccomandato da un biglietto di presentazione dei loro confratelli de Los Peñascales. Sono accolto
bene. Riesco a celebrare messa prima di pranzo. Chiedo che l’eucaristia sia per
me pane del cammino, come fu per Elia nel deserto verso il Sinai. Il pranzo è
buono. Gioco a “scopa spagnola con i religiosi, e alle 16.00 circa mi concedo
un po’ di riposo. Dopo mezz’ora circa sono già in piedi e scrivo. Mi chiedo se
il Cammino comporta le mie continue ripartenze. Forse sì e forse no. Dipende. Comunque,
la meta ti sta davanti, e un fuoco arde dentro, dovunque ci si trovi, per
mettere meno chilometri tra te ed essa. Così alle 17.30 sono di nuovo in
strada.
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| Portomarín |
Alcune note paesaggistiche. La
Galizia, nella quale oggi mi trovo, è regione montagnosa-collinare, piena di
verde, di ruscelli, con temperatura più fresca. Mi ricorda zone dell’Appennino.
Le case, con i tetti di pietra scura levigata, le colline verdi, la divisione
di campi richiama alla mente paesaggi scozzesi visti nei films. C’è da annotare
che sono nella provincia di Lugo e non più di León. Me lo ricordano le targhe
automobilistiche: LU, e non più la per me familiare LE.
Alle 18.45 giungo a Portomarín, un
paesino molto caratteristico, presso una diga. Il paesaggio è davvero molto
bello, ma non ho tempo di fermarmi troppo ad ammirarlo, se voglio essere per
stasera a Palas de Rey.
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| Palas de Rey |
Riparto, ma faccio molta fatica. Non so quanti chilometri mi separano esattamente dalla meta; le indicazioni ricevute sono contrastanti. Mi viene quasi voglia di fermarmi presso qualche ostello lungo la via, ma il sapere che ho ancora alcune ore di luce, mi spinge a proseguire. Finalmente alle 21.00 arrivo a Palas de Rey. Ceno in compagnia di un ragazzo di Madrid che per il secondo anno fa il Cammino a piedi partendo da Roncisvalle. Domani sarò a Santiago di Compostela.











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