Il mio primo
compleanno a Lanciano, 20 anni dopo il mio primo compleanno in Venezuela. Due
terre "straniere": il Venezuela per ovvi motivi; l'Abruzzo perché non
mia regione di nascita né mia Provincia religiosa fino alla unificazione della
scorsa estate. In entrambi i casi mi sono sentito subito a casa, grazie alla
comunità dei frati e alla gente che ci circonda, soprattutto a chi fa vita di
fede con noi.
Come sempre è
successo nei miei trasferimenti, credo che Dio anche stavolta mi abbia fatto un
regalo inaspettato e impensato fino a pochi mesi fa. È stata dura lasciare
Copertino dopo otto anni; ma sono felice della nuova esperienza religiosa e di
fede che l'obbedienza mi ha chiamato a vivere. Inoltre, mi trovo in un
santuario con una storia e una "presenza" che provocano e sfidano la
mia risposta di fede.
Per non
parlare della città davvero bella, anch'essa con una storia e dei monumenti
ragguardevoli, in una posizione ideale di bassa collina, tra il mare Adriatico
e le montagne della Maiella. Sarà un meraviglioso impegno esplorare e visitare
i luoghi che mi circondano. Intanto, quando posso, esco dall'abitato e cammino
nei dintorni, cercando di scoprire percorsi non distanti dal convento e poco
trafficati.
Un luogo del
cuore è diventata per me l'abbazia di San Giovanni in Venere, nel comune di
Fossacesia, a 15 minuti di macchina. Un luogo incantevole. L'abbazia è un vero
gioiello romanico-gotico, situata su una piccola altura prospetto mare, con una
stupenda vista su un tratto della costa dei trabocchi. Il giorno del compleanno
mi sono regalato la mattinata in questo luogo, dove la chiesa e il chiostro
invitano alla interiorità, e l’esterno alla contemplazione serena e gioiosa
della natura circostante.
Quest’anno –
causa olimpiadi invernali – non posso commentare Sanremo e le canzoni che più
mi hanno colpito o mi sono piaciute. Non so se è un male, visto che il festival
non mi appassiona. Tuttavia ho voluto cercare, tra le canzoni che fanno parte
della mia memoria musicale e del repertorio che più mi affascina, quella che
potesse caratterizzare il compleanno nº 67. Non me ne veniva in mente una in
particolare. Arrivato all’abbazia, due sono sgorgate spontanee dall’archivio
dei ricordi: “Meraviglioso”, di Domenico Modugno, e “What a wonderful world”,
di Louis Armstrong. Sono grato alla vita per quanto mi ha donato fino ad oggi,
e mi commuove la bellezza meravigliosa che la natura riesce ancora a regalare e
a regalarmi.
Infine, con il
presente compleanno entro ufficialmente nel novero dei pensionati. Lo sapevo
già da tempo e mi ero informato su cosa dovessi fare; ma quando mi sono seduto
di fronte al responsabile del patronato, ho avvertito una strana sensazione. Di
fatto per me non cambia niente, visto che non lascio un posto di lavoro e non
mi devo inventare una nuova gestione del tempo; tuttavia, fa un certo strano
effetto…







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