Rabanal del Camino - Cebreiro (1º agosto - 90 km ca.)
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| Croce di ferro |
Gli altri pellegrini mi svegliano
presto al mattino, e alle 7.30 sono al bar per la colazione. Mi
toccano subito alcuni chilometri in salita fino alla “croce di ferro” di Foncebadón.
I miei tre amici di viaggio mi mandano avanti: non hanno programmi precisi e
vogliono prendersela comoda. La salita mi risulta molto meno dura del
previsto e impiego relativamente poco a farla. Mi fermo ad ammirare il
paesaggio e a pregare presso la croce. Prima di iniziare la discesa, mi fermo
all’eremo di Manjarín, dove vivono due simpatici e accoglienti
religiosi mercedari.
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| Villafranca del Bierzo |
La discesa verso Molinaseca è da brividi. Alle 11.15 sono a Ponferrada, grosso centro urbano, conil suo santuario a “Nuestra Señora de la Encina”. Mi sento in forma, e decido di continuare fino a Villafranca del Bierzo, dove arrivo alle 12.30, dove arrivo abbastanza stando a causa dei continui saliscendi affrontati e del sole di mezzogiorno. Mi fermo alcune ore fuori della chiesetta romanica - che trovo chiusa - per pregare, mangiare e scrivere. I miei compagni di ieri sono indietro e non credo che ci incontreremo di nuovo; comunque nel cammino non si è mai soli del tutto.
Alle 16.00 circa, visto che la chiesa
non la riaprono, che si è alzato un vento fastidioso (mi farà fare più fatica
nel tragitto) e che mi sto annoiando, riprendo la bici e mi avvio verso Vega
de Valcarce, a 20 km circa di distanza. Dopo un’ora arrivo a questo
“pueblo” di poche case, come se ne incontrano tanti lungo il Cammino, e mi
fermo fuori di un bar a chiacchierare con alcuni anziani. Chiedo informazioni
sulla strada fino al Cebreiro: sono 18 km, dei quali 13 in salita, con tratti
anche duri.
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| O Cebreiro |
Decido di rischiare, ma dopo 12 km mi accorgo di aver preteso troppo, oggi, dalle mie gambe. Non riesco a pedalare. Scendo dalla bici e la spingo fino a Pedrafita do Cebreiro, a 4 km dalla vetta. Sono le 18.30. Continuo, e alle 19.45 raggiungo a piedi il Cebreiro, dove mi do subito da fare, dopo un momento di riposo, per celebrare messa nella chiesetta romanica del posto. Sono le 20.30. Ringrazio Dio per questa giornata faticosa, ma redditizia e piena di bellezza.
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| O Cebreiro: Santuario di S. Maria la Real |
Trovo qui alcuni ragazzi del seminario maggiore di Toledo, insieme ai loro due giovani responsabili, che parlano bene l’italiano, avendo studiato a Roma per la licenza in materie teologiche. Hanno iniziato oggi il Cammino e mi invitano a cenare con loro. Siamo a 1.300 metri e la sera è fredda, per cui una minestra calda, condivisa in fraternità, aiuta a scaldare corpo e cuore. Dopo cena viene a trovarmi un giovane frate minore di Compostela, fra Natalio, che inizia oggi il mese di preparazione alla professione solenne. Lo farà in modo originale: si è piazzato con una tenda fuori della chiesetta, per vivere una esperienza di solitudine e di accoglienza spirituale dei pellegrini. Mi dice che a Santiago posso chiedere ospitalità ai Frati Minori, il cui convento è vicino alla cattedrale. Incontro anche un gruppo di italiani che fanno il percorso a piedi. In questi due giorni la sera è stato un momento davvero piacevole, fatto di riposo e comunione. C’è una cabina telefonica fuori e mi viene voglia di sentire familiari e amici in Italia, ma purtroppo non ho spicci!!




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