domenica 30 agosto 2026

1º giorno del Cammino di Santiago (31 luglio 1996) León - Rabanal del Camino (75 km)

 León - Rabanal del Camino (31 luglio 1996 - 75 km)

 León: Cattedrale

Partito da Palencia, dopo un breve tragitto in treno, arrivo a León alle 10.45, come da orario. Visito la bellissima cattedrale gotica, con le sue incredibili meravigliose vetrate, e mi reco al palazzo episcopale per ritirare le credenziali del pellegrino, con le quali potrò chiedere ospitalità negli ostelli lungo il Cammino. Quindi visito anche la romanica Collegiata di San Isidoro, e alle 12.00 inizio il pellegrinaggio in compagnia di Gai, un giovane americano conosciuto nell’ufficio del turismo, il quale insegna e parla bene italiano e spagnolo. È partito una settimana fa da Roncisvalle in bici e va a Santiago per motivi culturali. A me fa piacere avere un compagno di 

León: vetrate della Cattedrale

viaggio, me lo ero augurato, per il mio solito timore di fronte alle cose nuove. Oltre la bici, porto con me uno zainetto con dentro poche cose essenziali; un equipaggio che più spartano non si potrebbe, visto che lo devo caricare a spalla!!

La prima fermata è a Hospital del Órbigo, con il suo splendido ponte e i nidi delle cicogne sulle guglie della chiesa (spettacolo questo usuale in Castiglia). Mangiato un panino, ripartiamo insieme a due simpatici giovani baschi: Emon, ingegnere, e Jon, insegnante di lingua basca.

Astorga: Palazzo vescovile di Gaudí

Tappa ad Astorga, per visitare lo splendido palazzo episcopale progettato da Gaudí. All’uscita vedo che la mia bici ha una ruota a terra, bucata. Ripenso alle difficoltà dei giorni scorsi e al tragitto ancora da affrontare e mi prende un po’ di scoramento: sembra quasi che il cammino non sia iniziato sotto una buona stella e che la sfortuna mi perseguiti. Ci si mette anche il signore che mi ripara la foratura, il quale mi chiede dove sto andando. Sentito che mi sto recando a Santiago, mi dice che con una tale bicicletta sarebbe meglio andarci a piedi. In ogni caso, alle 18.00 riprendiamo la strada; ci aspettano una ventina di chilometri circa, fino a Rabanal.

Essendo in forma, prendo del vantaggio rispetto ai miei compagni, e sbaglio strada!! Sono preso da una crisi di sete e di motivazioni, ma la gentilezza di una signora, che mi dà da bere e mi fa sedere un attimo in casa, mi ridona energie per coprire i 5 km in più che mi tocca fare. Alle 20.30, giungo stremato a Rabanal del Camino e mi sistemo in uno dei due ostelli del paesino, fatto di poche case, due ostelli e due bar. Doccia fredda: quella dell’acqua e quella di un chiassoso gruppo di ragazzi di Barcellona che arriva dopo di me. Ho il presentimento, rivelatosi poi esatto, che stanotte si riposerà poco.

Rabanal del Camino

Quindi, vado a cercare i miei tre amici, che si sono sistemati nell’altro ostello. Decidiamo di passare prima dal bar a bere qualcosa e poi di cenare insieme. Al bar perdiamo Gai, che si ferma a cenare con un amico conosciuto nel cammino. La cena con Jon ed Emon, nel cortiletto del loro ostello, in compagnia di altri pellegrini, è forse il momento più bello e rilassante della giornata. Momento di condivisione di cose semplici, in un ambiente semplice, condito di amicizia e chiacchiere.

Alle 23.30 vado a letto, ma il dormire non è impresa facile, tra il rumore dei ragazzi e la ridda di pensieri sulla giornata appena trascorsa. Mi trovo a considerare che qui non ho etichette ecclesiali, che in un certo senso mi proteggono; sono uno come tutti gli altri. Ognuno è se stesso, nella essenzialità della vita e nella fatica quotidiana che rende tutti uguali. Forse è lo spirito laico di questo “trekking” verso sé stessi, quale è il Cammino, percorso dai più senza veri motivi religiosi.

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