Cammino di Santiago
(28 luglio
- 5 agosto 1996)
Ho ritrovato gli appunti del mio ciclopellegrinaggio a Santiago e desidero trascriverli per conservarli. Ho anche deciso di condividere quei ricordi, se a qualcuno potesse far piacere. Purtroppo non ho foto, per cui userò immagini dei luoghi che trovo su internet.
Madrid - Palencia (28-30 luglio 1996)
Sono arrivato a Madrid per partecipare
a un incontro di responsabili delle case di formazione delle Province religiose
del Mediterraneo, in qualità di vice rettore del postulato di Copertino, visto
che fra Giovanni Iasi, rettore, non se l’è sentita di venire. L’incontro si svolge presso una casa di ritiro
dei Padri Mercedari, in località “Los Peñascales”, nelle vicinanze della città.
Ci sono venuto anche per cercare di realizzare il desiderio, che coltivo da
tempo, di andare a Santiago di Compostela.
Avendo poco tempo a disposizione,
dovrò rinunciare ad andarci a piedi e usare una bicicletta. Da subito contatto
i frati di Spagna per capire come possono aiutarmi. Mi propongono di partire da
León o Burgos, che sono vicini al nostro convento di Palencia. Quella comunità
mi aiuterà dandomi una delle bici che posseggono.
Il 28 luglio, alle ore 19.00, parto
per Palencia con un autobus di lusso (me lo ricorda il prezzo del biglietto,
oltre al trattamento), e alle 22.00 sono a destinazione. L’accoglienza dei
frati è un po’ fredda, quasi distaccata (capirò dopo che, da pochi giorni,
hanno terminato il capitolo provinciale e alcuni sono in fase di cambio di
comunità, con tutto ciò che comporta in quanto a organizzazione e vissuto
emotivo). Dopo cena vado a vedere la bici: la catena è fuori posto, una ruota è
bucata e la stessa non è niente di particolare. La cosa mi scoraggia, anche
perché sento di non poter contare sui frati nella maniera che avevo sperato.
Il pomeriggio del giorno dopo mi reco
con un frate presso un riparatore di biciclette. Mi conferma tutto circa la mia
prima impressione: la mountain bike non è propriamente adatta a quello che
voglio fare; è molto, troppo “normale” e di bassa qualità. Alquanto deluso,
decido di dedicarmi a visitare la città (cosa che farò anche per alcune ore del
giorno seguente). La trovo sorprendentemente bella, con i suoi scorci e i suoi
monumenti e chiese. Mi dico che è valsa la pena venire fin qua e avere la
possibilità di conoscere questo tesoro.
Rinfrancato da tanta bellezza e da un
momento di intensa preghiera in una cappella di clarisse aperta a tutti per
l’adorazione eucaristica, il giorno dopo mi organizzo per il pellegrinaggio e
per il ritiro della bicicletta nel pomeriggio. Mi accompagna fra García,
fratello religioso disponibilissimo e amabilissimo, segnalatomi da fra Antonio
R., di passaggio da Palencia. Fra García, che si era tenuto in disparte non
sapendo dei miei progetti, è un provvidenziale unguento che profuma di
accoglienza e di fraternità. Al mattino visito con lui altre parti della città
e insieme andiamo alla stazione, per informarci su come fare domani a
raggiungere León in treno e se è possibile caricare la bici.
Alle 17.00 chiama il riparatore per
dire che andrebbe cambiato il piatto del cambio anteriore, che è storto. Sembra
che la malasorte si accanisca contro di me. Chiedo a Dio se vuole o no che
faccia il pellegrinaggio, ma forse sono io a non essere nelle disposizioni più
giuste. Devo provare a lasciare residui da “turista”, per rivestire appieno i
panni del “pellegrino”.
Quando andiamo a ritirare la bici, fra
García si mostra ancora gentilissimo e non accetta che io paghi la riparazione,
perché la bici è del convento; mia unica preoccupazione deve essere il cammino
per Santiago, che, a Dio piacendo, vado a iniziare domani.
Prima di andare a letto ringrazio il
Signore, soprattutto per avermi fatto incontrare questo splendido confratello,
e poi Gli chiedo di accompagnarmi lungo il cammino.
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| Interno chiesa di S. Michele |
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| Chiesa di S. Michele |
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| Chiesa di S. Martin de Frómista |
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| Interno della Cattedrale |
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