lunedì 3 settembre 2007

Si ricomincia...

Inizia oggi, 02 settembre 2007, un nuovo anno nel seminario. I ragazzi stanno arrivando alla spicciolata per riprendere il ritmo quotidiano di formazione. Anche noi formatori, rinnovati nell’organico, siamo alle prese con le aspettative e le ansie proprie degli inizi. La nostra nuova “formazione” è la seguente: fray José Luis Avendaño, guardiano e rettore; fray Pedro Briceño, vice rettore e economo; fray Yoan Perez Soto, animatore custodiale della pastorale giovanile e vocazionale e segretario del capitolo conventuale; io, fray Matteo, padre spirituale e insegnante all’Istituto teologico. Fray Pedro e fray Yoan sono i nomi nuovi.
Per cui oggi non posso dire molto della vita del seminario, che, oltre gli arrivi suddetti, ha delle date iniziali importanti in questo mese: 5-9: esercizi spirituali; 14: arrivo di quattro nuovi postulanti; 14-16: incontro di richiamo dei giovani del Juconfra (vedi sotto); 21: giornata di organizzazione e distribuzione dei servizi comuni; 24: inizio dell’anno scolastico.
Oggi vorrei dire qualcosa sui giorni trascorsi dalla fine del Capitolo custodiale (4 agosto) al mio rientro (28 mattina).

4-10 agosto: seminario – All’inizio avevo pensato di partire subito dopo il Capitolo, per alcuni giorni di riposo e per conoscere qualcosa in più del Venezuela (quest’ultimo rischia di rimanere un sogno). Però, nel corso della seconda parte del Capitolo ho cambiato idea ed è stato meglio. Infatti mi sono preso un bel raffreddore, con sintomi influenzali (e io che pensavo fosse una epidemia solo italiana, dovuta al freddo...); per cui è stato meglio essere rimasti e curarmi in casa. Il 10, insieme a fray Javier e fray Carlos, ho affrontato il viaggio per Guanare, in “buseta”: circa 8 ore, con lo scalo a Barinas, tra caldo e musica a tutto volume. Ma credetemi, ci si fa l’abitudine, fino a sembrarti quasi normale.


11 agosto: monastero delle clarisse di Guanare – Il motivo del viaggio a Guanare in questa data è la partecipazione alla festa di S. Chiara nel monastero delle clarisse. La Messa è presieduta da fray Joao Benedito, frate brasiliano e assistente generale per i conventuali dell’America Latina, e vi partecipano anche alcuni amici delle suore e rappresentanti dell’OFS di Guanare, tra cui Eugenio ed Elisabetta con le figlie Teresa e Sara. La Messa è semplice e solenne allo stesso tempo, francescana per stile e partecipazione. Il pranzo offertoci è una miscela di italiano e venezuelano.

11-15 agosto: Pueblo Llano – Approfitto della presenza di fray Joao per andare nel nostro convento dello Stato Mérida ed avere l’opportunità di visitare qualcosa (ai personaggi importanti non si nega mai un piccolo giro turistico, ed io non posso lasciar passare l’occasione...). Così il pomeriggio dell’11 saliamo ai 2300 mt. di Pueblo Llano, con un panorama che si fa sempre più alpino, differente da quello di pianura che porta da S. Cristobal a Guanare.
Domenica 12 la trascorriamo tra l’aiuto in parrocchia e la visita al paese e al circondario. Mentre lunedì partiamo (Pedro Buonamassa, Joao e io) per la città di Mérida. Lungo il percorso ci fermiamo brevemente ai 3.000 mt. di Laguna Negra (un laghetto alpino suggestivo, come tutti gli specchi d’acqua di montagna); e alla Capilla de Piedra, una cappella tutta in pietra, costruita da un fedele del luogo e sua moglie, dopo che aveva compiuto 80 anni. Il pranzo (“cachapa con queso”: focaccia di mais tenero con formaggio) è in una trattoria di Tabay, un piccolo paese poco prima di Mérida, dove passeremo la notte, ospiti di suor Maria Eusebia, unica presente oggi in un convento di Francescane dell’Immacolata, che, malgrado le altre siano in vacanza, ci accoglie con la tipica ospitalità venezuelana, benché il nostro arrivo sia stato improvviso e imprevisto. Nel pomeriggio visitiamo la cattedrale di Mérida e ci rechiamo in un altro convento di suore, amiche di fray Pedro.
Il mattino dopo riprendiamo la via del ritorno. Su mio suggerimento ci fermiamo al Parco di Mifafí, a 3.800 mt., dove ammiriamo uno splendido paesaggio roccioso, forse di antico vulcano, e tre condor in gabbia, che prima popolavano le cime andine e ora, almeno in Venezuela, sono praticamente estinti per colpa dell’uomo. Quindi saliamo ai 4.100 del passo del Pico del Águila, il cui paesaggio è suggestivo, senza vegetazione se non i moltissimi “fraylejon”, che prosperano oltre i 3.000. In questi due luoghi mi succede qualcosa di strano, dovuto all’altitudine: una stanchezza incredibile, per la rarefazione dell’ossigeno che, suppongo, abbassi la pressione sanguigna. Fatto sta che non riesco a fare se non pochi metri senza affanno.


16-19 agosto: incontro del Juconfra a Guanare – Il Juconfra è l’incontro nazionale dei giovani (Juventud con Francisco) organizzato dai nostri frati e che ha come modello “Giovani verso Assisi”, anche se in scala ridotta. Quest’anno sono presenti 155 giovani, dai 15 ai 30 anni. L’animatore è fra Francisco Leudo, colombiano e prossimo responsabile generale per “Pace, Giustizia e Salvaguardia del Creato” e “Ecumenismo e Dialogo interreligioso”. L’esperienza è bella e interessante; molto partecipata, soprattutto per l’impostazione data da fray Francisco, simile più ai nostri campi scuola, con momenti di preghiera, di riflessione comunitaria e in gruppi, di gioco e ricreazione. D’altronde, i frati venezuelani, che conoscono l’esperienza italiana, mi dicono che i giovani di qui avrebbero molte difficoltà a vivere un incontro nazionale con le dinamiche e i tempi di “Giovani verso Assisi”. Fondamentale e allegro il volontariato svolto dai giovani della parrocchia di Guanare, sia come servizio d’ordine che come animatori dei gruppi, insieme ai frati del seminario. Questi ultimi si sono interessati anche dell’animazione dei canti nelle varie liturgie e delle dinamiche iniziali o di intervallo nei vari momenti. Encomiabile il servizio di alcuni adulti/e, specie dell’OFS, che hanno dato un’occhiata al tutto e si sono interessati dei pasti (per preparare la colazione arrivavano nel liceo, che ha ospitato l’evento, alle 4.00 del mattino!!!). L’aspetto propriamente formativo è stato dato da due relazioni sul tema del convegno: “El Señor me dió hermanos”. Significativa la tavola rotonda con testimonianze di vita cristiana vissuta o di conversioni forti, che hanno suscitato un grande interesse nei giovani, a giudicare dalle tante domande fatte. Tra le testimonianze è stata molto apprezzata quella di Eugenio ed Elisabetta, la famiglia di volontari italiani in un quartiere povero di Guanare. Il bilancio finale è senza dubbio molto positivo, per organizzazione e partecipazione attiva dei ragazzi/e. A me ha meravigliato anche il loro spirito di adattamento in una situazione logistica non certo delle più comode.

21-27 agosto: Caracas – Finalmente rivedo mia zia e i miei cugini di Caracas!!! È strano e assurdo, però siamo riusciti a sommare un anno senza vederci e da quando sto qui il periodo più lungo che abbiamo condiviso è stato il mese di agosto scorso... in Italia!!! Chiaro che non ci sono molte occasioni per vederci, perché Caracas sta a più di 1.000 km di distanza. Inoltre, quando riesco ad andare, i miei cugini hanno famiglia e lavoro, per cui io trascorro il tempo più con mia zia e i miei frati, come anche stavolta. La giornata tipo in Caracas è la seguente: fino alle 10.00 circa in convento; quindi passeggiata di mezz’ora per andare da zia o per il centro; pranzo da mia zia e alle 16.30 cammino di ritorno al convento per la Messa delle 17.30. Il sabato e la domenica trascorro più tempo coi due cugini e le loro famiglie. La cosa bella è che mia zia mi fa mangiare primi piatti all’italiana tutti i santi giorni, riempiendomi stomaco e cuore. Si può dire che, quando ho la possibilità di andare a Caracas, oltre all’affetto bello che mi lega a questo lembo di famiglia in terra venezuelana, il 15º piano di un palazzo della centralissima Avenida Baralt si trasforma in una piccola, necessaria, oasi gastronomica per la mia vita in questo Paese.

28 agosto: seminario – Dopo il solito viaggio notturno in pullman; con la solita temperatura polare per l’aria condizionata sparata a mille, arrivo in seminario e, tempo mezzora, inizio, con gli altri formatori, un incontro fiume, che ci vede occupati tutta la giornata a programmare almeno le cose essenziali dell’anno che si va ad iniziare. E, come detto sopra, nel pomeriggio inziano ad arrivare i seminaristi “vecchi”. Con la grazia di Dio (non oserei dire “grazie a Dio”) inizia un nuovo anno con le sue gioie dolori e responsabilità.

venerdì 10 agosto 2007

2ª parte del Capitolo custodiale

Si è conclusa la seconda parte del Capitolo custodiale e, a differenza della prima parte, non ho dato alcuna notizia "dal vivo" di quanto stava avvenendo. Un po' perché si è trattato di discussioni che pensavo riassumere alla fine; un po' per mancanza di voglia; molto perché altre sensazioni ed emozioni forti, legate a Gravina, mi hanno fatto sentire come "vuoto" quanto avevo in mente di scrivere.
Brevemente dirò che è stato un Capitolo vivace, nelle discussioni e nelle votazioni. Sono intervenuto varie volte per esprimere dubbi e idee; forse anche troppo! Non sempre ho condiviso quanto deciso (ma questo è normale). Ora l'importante, come dopo ogni Capitolo, è rimboccarsi le maniche e portare avanti il progetto insieme cercato.
E sí, perché la seconda parte di un Capitolo di frati, più che legato alle votazioni dei superiori o di altri uffici (ciò che maggiormente attira le ovvie attenzioni dei fedeli delle nostre comunità), è importante per la elaborazione di un Progetto cuadriennale di vita e di pastorale dei frati in una determinata circoscrizione. In questo rientrano anche alcune decisioni prese.
Nel Progetto si è voluto dare la giusta importanza alla Pastorale giovanile e vocazionale, in un paese che non è più "naturalmente" cattolico, e dove i giovani si confrontano giornalmente con altre prospettive, interne e internazionali. Questo ha portato, negli ultimi due tre anni, a una diminuzione preoccupante di frequenza cristiana dei giovani e di candidati alla vita religiosa. Bello, significativo e provocante che il Capitolo, chiusosi la sera di venerdì 3 agosto, sia stato immediatamente seguito dalla professione semplice di fray Jonathan, la mattina del sabato. Mentre la prima parte era stata preceduta dall'entrata nel monastero delle clarisse in Guanare di una giovane aspirante: Idderfer Irene, della Gifra di Cordero.






Inoltre, si è deciso, insieme a tante altre cose, di aprire nuove realtà di presenza dei frati minori conventuali del Venezuela. Una subito, assumendo la cura pastorale della parrocchia "S. Maria Auxiliadora" nella città di Barinas (si parla di circa 100.000 residenti). Una a medio termine, con l'apertura di una missione nel Caribe, tra due anni circa. Una a lungo termine, a Valencia: una casa di spiritualità ed evangelizzazione non parrocchiale, secondo lo stile di S. Massimiliano Kolbe.
Per quanto mi riguarda, resto in seminario. Però cambia la comunità: parroco e rettore sarà l'attuale vice rettore, fray José Luis Avendaño; vice rettore, fray Pedro Briceño; altro formatore, fray Yoan Pérez Soto.
Questo per una testimonianza di vita cristiana e francescana da vivere in Venezuela, in una realtà socio-politica che definirei "magmatica". A volte mi fate domande al proposito. Vi riporto stralci di una lettera dei vescovi del Paese, che riflette le preoccupazioni del mondo cristiano, e non solo... Ognuno tiri le sue conclusioni...


Momento cruciale per la storia del Venezuela,
avverte l’episcopato
Esortazione Pastorale per l'88ª Assemblea Ordinaria Plenaria
CARACAS, martedì, 10 luglio 2007 (ZENIT.org).
L’episcopato del Venezuela avverte che il Paese “vive uno dei momenti più cruciali della sua storia”, dopo che il Presidente Hugo Chávez ha deciso una riforma costituzionale su larga scala volta all’“istituzione di un sistema socialista basato sulla teoria e sulla prassi del marxismo-leninismo”.
La riforma costituzionale – che verrà approvata l’anno prossimo – contempla anche la rielezione presidenziale indefinita.
Chávez ha risposto la settimana scorsa alle critiche dei Vescovi – preoccupati per queste riforme – definendoli ignoranti e mettendo in dubbio il loro attaccamento alla verità.L’episcopato venezuelano offre a sua volta risposte di ampia portata in un’Esortazione Pastorale centrata su “la Solidarietà e la Riconciliazione” nel Paese, in cui viene delineata la situazione vissuta dai suoi abitanti.
Diffuso sabato, in occasione della celebrazione della loro 88ª Assemblea Plenaria, il documento della Conferenza Episcopale del Venezuela avverte della pretesa del Presidente del Paese di “introdurre cambiamenti di ampia portata” nella Costituzione “che comportano l’instaurazione di un modello politico e sociale sotto il segno ideologico del cosiddetto ‘socialismo del XXI secolo’”.“Varie decisioni ufficiali, come il motto imposto ‘Patria, socialismo o morte’, e dichiarazioni del Presidente e di portavoci del Governo fanno supporre che questa riforma si diriga verso l’istituzione di un sistema socialista basato sulla teoria e sulla prassi del marxismo-leninismo”, avvertono i Vescovi del Venezuela.
I presuli sottolineano che l’ultimo “attentato alla libertà d’espressione” – la chiusura governativa della catena privata radiotelevisiva RCTV, dopo più di mezzo secolo di emissioni – “favorisce un’egemonia indebita del Governo in materia di comunicazione sociale, il che è evidentemente antidemocratico”. Allo stesso modo è preoccupante – sottolineano – il nuovo disegno di Legge sull’Istruzione per la sua “pretesa di impartire un’istruzione con un unico e determinato orientamento politico e ideologico, che colpirebbe gravemente diritti e doveri degli educandi e dei genitori”. “Il nostro pronunciarci sui problemi sociali non è un’ingerenza indebita nella vita politica, ma il compimento del nostro dovere di illuminare la vita personale e sociale dei nostri fedeli dalla prospettiva del Vangelo e con criteri strettamente pastorali”, osservano.
“La soluzione ai problemi politici e sociali del Venezuela deve andare al di là del populismo che non va al fondo dei problemi e del militarismo che cede il protagonismo della società alla classe militare, alla quale non spetta questo ruolo”, reclamano i Vescovi.
“Nessuno, e men che meno il Presidente della Repubblica, ha il diritto di insultare o aggredire persone o istituzioni che dissentano dalle sue opinioni o dai suoi progetti”, ricordano.“Noi Vescovi del Venezuela, di fronte ai problemi che flagellano il Paese, proponiamo il cammino indicato dal Signore: il cammino fondamentale verso la pace, a cui tutti aneliamo, è la riconciliazione e la solidarietà”.
Per questo motivo, spiegano di non poter accettare che “si vogliano dividere i Venezuelani in due fazioni inconciliabili”.
“La diversità di atteggiamenti ideologici, propri e convenienti in ogni democrazia, non deve trasformarsi in belligeranza e intolleranza. Si impone il dialogo che cerchi il consenso, sul quale deve basarsi la vita politica e sociale di ogni società che si ritenga democratica”, sottolineano poi.

venerdì 13 luglio 2007

Elezione del Definitorio custodiale

4º giorno (13 luglio 2007)
È il giorno conclusivo della prima parte del Capitolo. Seguirà una interruzione di un paio di settimane, durante le quali il Custode eletto e il suo Definitorio, se necessario con l’aiuto di altri frati, preparano il programma per il prossimo quadriennio, il cosiddetto Progetto Quadriennale. È un giorno atteso, perché, dopo l’elezione di ieri del Custode, oggi si eleggono i suoi consiglieri, da lui proposti in base anche alla consulta con tutti i frati, nel pomeriggio e sera di ieri.
Intanto ieri sera, nell’omelia durante la celebrazione della Messa, fray Pedro ha proposto due brani biblici, che vorrebbero essere il suo “programma spirituale” personale e custodiale. I brani sono:
Perciò non smettiamo di pregare per voi e di chiedere che giungiate alla piena conoscenza della sua volontà con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché viviate in maniera degna del Signore, piacendogli in tutto, fruttificando in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; confortati con ogni ogni vigore grazie al potere della sua gloria, per essere costanti nella sofferenza e nella pazienza, dando con gioia (Colossesi 1,9-11).
Ho cercato tra loro qualcuno che costruisse un muro e si mantenesse in piedi sulla breccia di fronte a me, per proteggere la terra e impedire che io la distruggessi, e non ho trovato nessuno (Ezechiele 22,30).

Nella mattinata di questo venerdì 13, a dispetto della cabala, abbiamo avuto la responsabilità e la fortuna di eleggere alcuni nostri confratelli come definitori (ripeto, sono i consiglieri del Custode). Ancora una volta ho ricevuto alcuni voti, per ogni carica. Inattesi. Perciò belli. La sensazione, come già scrivevo ieri, di essere considerato quasi uno di loro, un venezuelano. E poi, sempre stamattina, una considerazione di fray Joao, l’assistente generale brasiliano, che mi è suonato come un complimento, perché mi ha detto che pensava fossi il frate più anziano tra i venezuelani, e non il più giovane degli italiani. Magari si potrebbe pensare non sia positivo il non distinguermi molto; ma è che semplicemente vivo ciò che sono. Forse l’immagine stereotipa che si ha dei frati italiani, e noi a volte ne abbiamo una dei venezuelani, andrebbe cambiata, o, come affermava già S. Francesco, si dovrebbe iniziare a pensare nella singolarità del dono e unicità di ogni persona.
Il Definitorio custodiale è così composto (in ordine di anzianità di vita francescana): fray José Antonio Cristancho (37 anni); fray José Luis Avendaño (40 anni – Vicario); fray Johan Andrade (33 anni – Segretario); fray Romert Morales (32 anni).
Ad essi si deve aggiungere l’Economo custodiale, fray Nixon Ramón Perez (34 anni), che però non fa parte del definitorio, pur essendo chiamato a esercitare il suo incarico in stretta collaborazione con esso.
A questi nostri confratelli, un sincero augurio di buon servizio. A tutti noi, quello di una santa docilità e collaborazione. Miscela da cui dipende il buon andamento della Custodia.

Elezione del Custode


Fray Pedro Antonio Buonamassa eletto Custode
Alle 10.30 circa del mattino del 12 luglio 2007, terzo giorno del Capitolo, i frati della Custodia del Venezuela, riuniti in assemblea, hanno eletto Custode fray Pedro Antonio Buonamassa. L’elezione è stata ottenuta al secondo scrutinio.
In entrambi io ho concorso con un voto che, udite udite... non era il mio!!! Lo dico perché nessuno di voi pecchi pensando male. Però, che bello sapere che sei considerato uno della Custodia, meritevole addirittura di essere votato. E se Manzoni si dirigeva a dieci eventuali lettori del suo capolavoro, io come posso non essere contento di uno che mi abbia pensato come Custode?!?
Tornando a fray Pedro, è originario di Gravina in Puglia, ha 67 anni ed è uno dei frati fondatori della missione del Venezuela, dove arrivò nel 1978 proveniente già da una esperienza missionaria di 12 anni in Brasile. “Tonin” (così lo ricordano a Gravina i familiari e gli amici d’infanzia, col suo nome di battesimo) assume il servizio di animazione della Custodia del Venezuela (“sì, en cruce”: sono le parole con le quali ha accettato l’elezione, in verità senza specificare sulle spalle di chi è ricaduta la croce), forte del cammino di questi quattro anni di vita e sfidato dalle realtà nuove che la Chiesa e la società venezuelane si trovano a vivere.
Il Ministro provinciale, fra Giuseppe Piemontese, prima e dopo la votazione, ha ringraziato il Custode uscente, fray Germano Moliterni (altro gravinese...), e il suo definitorio per il lavoro svolto, che ha portato a un notevole avanzamento nella vita e presenza dei frati minori conventuali in questo paese.
Subito dopo l’elezione, come da rito, tutti ci siamo recati nella cappella per ringraziare Dio e per l’abbraccio di pace al nuovo Custode. Un gesto bello di fraternità e disponibilità che ha visto la presenza anche dei professi semplici e dei postulanti. Fray Pedro ha ringraziato Dio e ha detto che si mette nelle sue mani, così come ha fatto da quando ha cominciato a sentire che alcuni facevano il suo nome come eventuale prossimo Custode.
Nel pomeriggio sono iniziati i colloqui con ogni singolo frate, per fare il punto della situazione e per iniziare a condividere idee e progetti, cercando consensi e disponibilità. Domani, poi, ci sarà l’elezione dei frati definitori, di coloro cioè che lo accompagneranno nel servizio del governo della Custodia.
Ma facciamo un passo indietro, alla giornata di ieri, che è stata dedicata a un bilancio sui quattro anni passati, alle luci e alle ombre, in vista di un progetto significativo per i prossimi quattro. Nel frattempo ci aveva raggiunti l’Assistente generale per l’America Latina, il brasiliano fray Joao, così descrittomi anteriormente da chi lo conosceva: “alto, feo, negro, inteligente y simpático”
.

2º giorno
Quello che riporto sotto è più o meno quanto si è detto dopo aver letto tutte le relazioni. Comprende la discussione del mattino, alla presenza del Ministro provinciale e del Custode uscente; del pomeriggio, senza loro due, perché fossimo più liberi di parlare; del mattino seguente, dopo la lettura del verbale riassuntivo dei vari interventi.
Primato di Dio – Aspetti positivi: buona e costante vita di preghiera comunitaria; fedeltà ai ritiri mensili; dignità delle celebrazioni liturgiche; buon livello delle omelie. Aspetti migliorabili: attenzione e dedizione alla preghiera personale; esperienza della lectio divina a livello personale e comunitario; valorizzazione del momento spirituale nel capitolo conventuale.
Pastorale giovanile e vocazionale – È ritenuta da tutti la vera urgenza della Custodia, in considerazione del crescente secolarismo e indifferenza religiosa dei giovani, nonché di un evidente progetto di indottrinamento socio-politico. Aspetti positivi: in verità se ne sono visti pochi, se si eccettuano l’incontro nazionale dei giovani a Guanare (Juconfra) e sporadiche iniziative locali. Aspetti migliorabili: creare un vero progetto reale e condiviso da tutti, con mete precise e mezzi per conseguirle; avere un frate che animi tutto il settore, lavorando in stretta collaborazione con il Custode e i frati responsabili locali.
Formazione iniziale e permanente – Aspetti positivi: esistenza di tutte le tappe formative per arrivare ad essere frati (postulato, noviziato, postnoviziato); fedeltà alle due settimane annuali di formazione dei frati; partecipazione qualificata ai vari corsi della Federazione dei frati minori conventuali dell’America Latina; prosieguo degli studi accademici da parte di un buon numero di religiosi. Aspetti migliorabili: amore allo studio personale e all’aggiornamento pastorale; investimento nella qualificazione di più frati nei vari settori della teologia e della pastorale.
Vita fraterna e apostolica – Aspetti positivi: i rapporti fraterni sono molto migliorati, come anche la comunicazione reciproca, dopo un normale periodo di “sperimentazione” in una realtà molto giovane. Aspetti migliorabili: nella vita fraterna sempre c’è qualcosa che si può vivere meglio sotto l’aspetto della comunicazione-comunione, usando dei mezzi umani e spirituali a disposizione (capitolo conventuale, preghiera comunitaria, momenti ricreativi e festivi...).
Governo nella Custodia – Aspetti positivi: sempre maggiore attenzione al coinvolgimento fraterno di tutti nella vita delle fraternità; spirito di obbedienza a Dio e ai superiori. Aspetti migliorabili: il governo custodiale e conventuale visto e vissuto come servizio al fratello, guidati da uno spirito di animazione più che di comando.
Sono queste alcune suggestioni condivise durante la discussione. Ad esse vorrei aggiungere quanto espresso dal Provinciale durante l’omelia nella S. Messa votiva allo Spirito Santo, la sera dell’11, festa di S. Benedetto da Norcia e vigilia della votazione di cui sopra.
Confrontando l’importanza storica e cristiana di S. Benedetto e S. Francesco, veri giganti nel campo della riforma spirituale della Chiesa del loro tempo e nella evangelizzazione della società, egli considerava una differenza nell’ambito del rapporto con i frati e del governo. S. Benedetto parla di “abate” in riferimento ai superiori, mettendo l’accento sulla paternità e le sue caratteristiche, e considerando vitalizia tale carica. S. Francesco parla di “ministri” (=servi) temporanei, chiamati non a governare, ma a “lavare i piedi” dei fratelli, per cui non ha senso la ricerca di cariche; e li invita ad avere atteggiamenti fraterni-materni verso i frati. Che bello e stimolante!!!

mercoledì 11 luglio 2007

Cronaca spicciola del Capitolo custodiale

Segreteria e frase scelta
per il Capitolo



Aula capitolare e relazione del Custode, fray Germano


Cappella del seminario e Messa del primo giorno
presieduta dal Vicario custodiale, fray José Antonio

Preparazione e 1º giorno

Come le occasioni tanto attese e preparate, il Capitolo Custodiale è piombato improvviso nella vita del seminario e mia. Forse per le tante altre cose che mi/ci hanno occupato fino a pochi attimi dal fatidico momento di inizio; forse perché l’attesa rischia di esaurirsi in se stessa e in tutti i vari preparativi. Fatto sta che il giorno 9 luglio, alle sei di sera, si è dato il via al Capitolo della Custodia “Nuestra Señora de Coromoto” con la celebrazione di una S. Messa. Alla quale, però, non sono stato presente, perché, insieme a fray Luis, siamo andati a prendere il Provinciale, in arrivo dall’Italia, all’aeroporto di S. Domingo del Tachira. Dopo un ritardo di due ore, abbiamo potuto accoglierlo e trasportarlo al seminario, sotto un cielo plumbeo e piovoso, destinato a accompagnarci anche nei prossimi giorni.
Martedì è stato dedicato all’apertura ufficiale dei lavori capitolari, con l’approvazione dell’orario e delle varie commissioni di lavoro. Quindi si sono lette quasi tutte le relazioni previste, seguite dai rispettivi chiarimenti richiesti. Mancano solo quella dell’OFS e della scuola privata di Caracas. L’impressione generale è che si potevano redattare con maggiori dettagli e approfondimenti; però si è appena alla seconda esperienza di capitolo e, probabilmente, ancora bisognosi di apprendere. Perciò abbiamo concordato di dedicare tutta la mattinata di domani al confronto su alcuni punti importanti, quali la pastorale giovanile, l’animazione vocazionale, il seminario... Per poi riprenderli, insieme ad altri, nella discussione pomeridiana sullo stato della Custodia e le sue prospettive future.
Credo però che qualche parola vada spesa per la preparazione logistica a carico del seminario. I ragazzi sono stati davvero splendidi in quanto a spirito di iniziativa, a gusto estetico e pazienza nel lavoro. Già un mese fa c’era stata l’inaugurazione dei vetri istoriati della cappella, donati da alcuni benefattori locali. Inoltre si era indetto un concorso, interno al seminario, per disegnare un logo del Capitolo e una frase che lo accompagnasse. Siccome le proposte sono state parecchie e valide, si è pensato di riproporle tutte nell’addobbo dei vari ambienti, al di là dei vincitori. Oltre a rendere belli tutti i luoghi comuni, si è pensato alla preparazione delle singole stanze e alla pitturazione di quasi tutto il seminario. In quest’ultimo grosso lavoro mi ci sono cimentato anch’io, almeno negli ultimi tre giorni. Da qualche foto allegata si potrà apprezzare quanto detto.
Vetrate istoriate della Cappella